“Millennials”. Questa parola viene spesso utilizzato dai media per indicare i nativi digitali, coloro che sono nati - e cresciuti - nell’era di internet. Non c’è però tempo di assimilare questa terminologia che già è passata di moda, sostituita dalla generazione di nativi dello streaming. Ebbene sì, l’universo digitale evolve in fretta, e i nuovi millennials preferiscono sempre più guardare video e postare selfie sui social network piuttosto che navigare “passivamente” sulla rete.
Non vogliamo definire questo cambio come epocale, ma si tratta di un'interessante variazione del modo in cui il popolo di internet vive e percepisce il web: qui entra in ballo l’importanza della rete, della sua qualità e delle prestazioni che è in grado di offrire per consentire ai nuovi millennials di accedere a contenuti in streaming senza lag e di caricare i propri contenuti personali in tempi rapidi. "I giovani non hanno mai tempo", si dice.
Ericsson e Vodafone Germania hanno condotto uno studio su 150 utenti di Düsseldorf, applicando le neuroscienze per interpretare il rapporto tra le prestazioni della rete e il livello di stress degli utenti: conoscere gli effetti che una performance non sufficiente della rete ha sullo stato d’animo di un consumatore, nonché la sua percezione verso l’operatore telefonico, forniscono informazioni fondamentali per il miglioramento dell’offerta. L’applicazione delle neuroscienze per l’analisi delle reazioni comportamentali del subconscio ha consentito a Ericsson e Vodafone di bypassare la possibile soggettività delle risposte fornite dagli utenti, qualora questi fossero stati sottoposti ad un test “tradizionale”. L’utilizzo della elettroencefalografia (EEG) e della tecnologia per il tracciamento oculare ha consentito di raccogliere importanti dati sulla correlazione tra la qualità della rete, la reazione emotiva generata dall’attesa più o meno lunga necessaria per svolgere una determinata operazione e, a valle dell’analisi, la percezione del brand dell’operatore mobile.



